L’inno di Mameli

L’Inno di Mameli, un flash mob che unisce gli italiani contro il Coronavirus ha visto la partecipazione di molti italiani alle ore 18 del 13 marzo.
L’Inno di Mameli dai balconi come risposta all’isolamento, e per compensare l’innaturale silenzio che alberga in questi giorni nelle città, per via del blocco imposto dal governo per arginare la diffusione del Coronavirus.

 

L'Inno di Mameli
L’Inno di Mameli

 

Ma dove nasce l’inno di Mameli?

Innanzitutto, chi era Mameli? Annoverato tra le figure più famose del Risorgimento italiano, Goffredo Mameli morì a soli 21 anni a seguito di una ferita infetta che si procurò durante la difesa della seconda Repubblica Romana

L’Inno nazionale della Repubblica Italiana è il Canto degli Italiani, conosciuto anche come Fratelli d’Italia o l’Inno di Mameli. Scritto da Goffredo Mameli e musicato dal maestro Michele Novaro fu adottato in via provvisoria dal Consiglio dei ministri del 12 ottobre 1946, ma è diventato ufficialmente l’inno nazionale solo nel 2017, dopo 71 anni di provvisorietà.

Il 15 novembre 2017 il disegno di legge che riconosce il Canto degli Italiani di Goffredo Mameli e di Michele Novaro quale inno nazionale della Repubblica Italiana è stato approvato in via definita dalla Commissione Affari costituzionali del Senato.


L’Inno di Mameli è caratterizzato da un linguaggio arcaico ed è ricco di richiami al nostro passato, dall’Impero Romano ai Vespri Siciliani.L’impeto magniloquente del testo va ricondotto all’intenso fervore patriottico del tempo e all’entusiasmo del giovane ventenne, animato da spirito rivoluzionario di libertà dall’oppressore straniero.

La prima volta fu eseguito 10 dicembre 1847 a Genova quando, sul piazzale de santuario della Nostra Signora di Loreto del quartiere di Oregina, fu presentato alla cittadinanza in occasione di una commemorazione della rivolta del quartiere genovese di Portoria contro gli occupanti asburgici durante la guerra di successione austriaca; nell’occasione, venne suonato dalla Filarmonica Sestrese, all’epoca banda municipale di Sestri Ponente, davanti a una parte di quei 30000 patrioti – provenienti da tutta Italia – che erano convenuti a Genova per la manifestazione.

Inno di Mameli, testo.

Fratelli d’Italia
L’Italia s’è desta,
Dell’elmo di Scipio
S’è cinta la testa.
Dov’è la Vittoria?
Le porga la chioma,
Ché schiava di Roma
Iddio la creò.
Stringiamoci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.

Noi siamo da secoli
Calpesti, derisi,
Perché non siam popolo,
Perché siam divisi.
Raccolgaci un’unica
Bandiera, una speme:
Di fonderci insieme
Già l’ora suonò.
Stringiamoci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.

Uniamoci, amiamoci,
l’Unione, e l’amore
Rivelano ai Popoli
Le vie del Signore;
Giuriamo far libero
Il suolo natìo:
Uniti per Dio
Chi vincer ci può?
Stringiamoci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.

Dall’Alpi a Sicilia
Dovunque è Legnano,
Ogn’uom di Ferruccio
Ha il core, ha la mano,
I bimbi d’Italia
Si chiaman Balilla,
Il suon d’ogni squilla
I Vespri suonò.
Stringiamoci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.

Son giunchi che piegano
Le spade vendute:
Già l’Aquila d’Austria
Le penne ha perdute.
Il sangue d’Italia,
Il sangue Polacco,
Bevé, col cosacco,
Ma il cor le bruciò.
Stringiamoci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.

(Evviva l’Italia
Dal sonno s’è desta
Dell’elmo di Scipio
s’è cinta la testa
Dov’è la vittoria?
Le porga la chioma,
Ché schiava di Roma
Iddio la creò).

 

(Storia della codificazione civile)

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