Notte (estratto dal mio romanzo Profumo)

Da Profumo di Pasquale De Falco

Stai calmo, lascia che la notte arrivi in silenzio. Lascia che il silenzio parli per te. Non escludere nessuna strada, non negare la tristezza e il dolore. Il cielo non sarà sempre chiaro. Questa volta sorride. Io adesso lentamente riposo, negli ultimi tempi ho già camminato abbastanza, sono andato molto oltre. Spiega le tue ali. Guarda oltre le mura e vedi quello che si ottiene. La sorpresa illuminerà d’improvviso il tuo cammino.

Entrai a casa, mi distesi sul letto, ascoltai Paganini leggendo poesie americane; la letteratura americana è lontana da noi, io adoro quella francese, così languida e sensuale.

A volte capita di leggere scritti sentimentali, non mi fido dei sentimenti dei poeti, ho fatto esperienza di sentimenti svaniti oppure mai nati.

Mi alzo dal letto, cerco le sigarette e prendo la mia bottiglia di rum. La luna era giunta senza problemi, mi faceva male la testa, ho fissato il mio mappamondo, forse in Messico.

Ho delle mie foto alle pareti, mi lascio cadere su una poltrona e senza alcun sforzo incomincio a sognare, un sogno ad occhi aperti.

Ho sognato due donne scendere da un automobile, avvicinarsi a me, indossano abiti costosi, parlano un linguaggio sconosciuto e mi donano un luminoso volume di storielle medioevali: eresie, esorcismi, inquisizione.

Quella notte il cielo non era lo stesso, pennellate rosso sangue e arancioni avevano tinto il cielo: era l’angoscia del mondo che stava urlando.

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