L’incontro con Alice (tratto dal mio romanzo Profumo)

Vi lascio un piccolo estratto del mio romanzo Profumo 

 

Profumo
Profumo

 

 

Estratto del romanzo Profumo

Alice indossa vestiti scuri, per confondersi, ma non per risultare inosservata agli occhi di coloro che animano il giorno, ai piedi stivali di pelle nera col tacco a spillo, autoreggenti nere sulle sue gambe snelle, un abito aderente avviluppa il suo corpo modellandone le forme, i capelli sono raccolti in una coda perfetta, sugli occhi ha un sottile strato di ombretto scuro che ne mette in risalto la loro naturale intensità.

Trascorrono attimi sublimi, io chiudo gli occhi per assaporare fino in fondo il piacere.

Ella si tolse ogni indumento, rimase soltanto con un bracciale d’oro, un anello ed un eccitante tatuaggio sul sedere.

Io getto la mia sigaretta e comincio a toccarla. Faceva parte del gioco. Dopo le mani, fu la volta della lingua, che prese a succhiare dolcemente i capezzoli di lei, le scese sul ventre, e infine giunse tra le belle gambe.

Una fata danzava lievemente sulla sua spalla. Nella stanza erano presenti vini deliziosi, dolci, liquori.

Mi sento avvolto da morbide ali che mi proteggono dal buio, i colori cambiano intensità, i suoni risultano attutiti, le luci della città sono coriandoli luminosi, invitanti come pianeti vergini da esplorare, da conquistare.

Le luci delle poche macchine che percorrono le vuote strade rimandano la mia ombra argentea sui muri dei palazzi, che come un fantasma mi segue minacciosa e  i miei passi veloci rimbombano nel silenzio della notte. Ascolto con desiderio surreale il suo profumo, Shalimar. Il silenzio ora è totale, interrotto solo dal battito del mio cuore, in una danza sensuale e diabolica i nostri passi sono gemelli. Io mi fermo e lei, come la mia ombra poco fa, si ferma insieme a me, una risata acuta rompe il silenzio e faccio fatica a riconoscere che è la mia.

Sento il suo cuore battere all’unisono con il mio, l’umido e il calore del suo alito sulla mia pelle, il suo sguardo sulla mia indifesa anima, mi abbandono completamente a queste sensazioni senza alcuna esitazione, senza alcun dubbio morale ed estetico.

Alice si alza del letto e comincia a ballare in modo sensuale.

Sottofondo di musica jazz, di mondi lontani.

Frementi sensazioni nascono furiosamente; la sua lingua era di  saliva, dolce come miele.

Tutta la notte viene trascorsa insieme, divinamente, follemente, semplicemente.

Il velo sui suoi piedi è l’evocazione erotica del nostro sogno; l’ipocrisia delle sue labbra trionfanti è l’odio che l’aggressività della sua anima  propone alla mia morale.

La mattina arriva con gelida emozione di solitudine; Alice è andata via, di notte avvolta da ombre irreali. Incomincio a pensare alla mia vita, ho passato gran parte della mia vita a riflettere sulle ombre dei sentimenti e quando penso alla mia vita non so mai se guardarmi dentro o guardarmi intorno, a volte ho l’impressione che tutto quello che mi circonda è come se mi fosse dentro, il mio cuore potrebbe essere qui oppure da qualche parte intorno a me, forse quello che c’è dentro è solo un duplicato, così come i miei polmoni, il mio stomaco, il mio cervello; tutto questo fuori e questo dentro io non l’ho mai capito, non so se la mia vita è fuori o dentro, io sono dentro e fuori me stesso, sono ovunque.

 

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