Jack Kerouac e le sue frasi

Jack Kerouac e le sue famosi frasi.

 Lo scrittore americano Jack Kerouac nasce a Lowell, nel Massachusetts, il 12 marzo 1922.

Quando si parla di Jack Kerouac si pensa subito ai ragazzi irrequieti della Beat Generation, così tanto disprezzati dai perbenisti che li considerano una generazione perduta pronta a bruciare deliberatamente la propria gioventù. La Beat Generation nasce negli anni ’50 negli Stati Uniti ed è un movimento culturale legato agli anarchici di origine dadaista-espressionista, vede tra i suoi massimi esponenti, oltre a Kerouac, William Burroughs e Allen Ginsberg.

La Beat Generation si ribella al conformismo puritano, è avida di vita vera e in tale forsennata ricerca accumula esperienze rischiose e sempre nuove rigettando con disprezzo ogni sistema morale e sociale precostituito.

 

Jack Kerouac
Jack Kerouac

 

Le opere più conosciute di Jack Kerouac sono “Sulla strada”, considerata il manifesto della Beat Generation, “I sotterranei”, “I vagabondi del Dharma” e “Big Sur”, che narrano dei suoi viaggi attraverso gli Stati Uniti e delle brevi permanenze in qualche località.

 

Alcune frasi famose di Jack Kerouac

 

Per me l’unica gente possibile sono i pazzi, quelli che sono pazzi di vita, pazzi per parlare, pazzi per essere salvati, vogliosi di ogni cosa allo stesso tempo, quelli che mai sbadigliano o dicono un luogo comune, ma bruciano, bruciano, bruciano, come favolosi fuochi artificiali color giallo che esplodono come ragni attraverso le stelle e nel mezzo si vede la luce azzurra dello scoppio centrale.

 

Sembra che io abbia una costituzione che non regge l’alcol e ancor di meno l’idiozia e l’incoerenza.

 

Voglio essere considerato un poeta jazz che suona un lungo blues in una jam session d’una domenica pomeriggio.

 

Dobbiamo andare e non fermarci finché non siamo arrivati. Dove andiamo? Non lo so, ma dobbiamo andare.

 

A me piacciono troppe cose e mi ritrovo sempre confuso e impegolato a correre da una stella cadente all’altra finché non precipito.

 

Una macchina veloce, l’orizzonte lontano e una donna da amare alla fine della strada.

 

Quella strada del passato si srotolava confusamente di fianco a noi come se la tazza della vita si fosse rovesciata e ogni cosa fosse impazzita.

 

Il mare non parlava per frasi ma per versi

 

Il mondo è troppo vecchio perché noi possiamo parlarne con le nostre parole nuove. 

 

 

 

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